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MAPIC Food e TuttoFood. La volta prossima non durante il Ramadan.

Il mese di Ramadan è il periodo, cade nel nono mese del calendario islamico, in cui i musulmani osservano il digiuno dall’alba al tramonto, in segno di misericordia e preghiera. Durante il Ramadan molti musulmani si concentrano sulla loro fede e trascorrono gran parte della giornata in osservanze religiose, quindi in questo senso sono legati a giorni di penitenza, digiuno e riflessione. Raramente si mettono in viaggio.

Un periodo impegnativo, per la comunità musulmana, che quest’anno cade dal 5 Maggio al 4 Giugno, giorni di inizio coincidenti con l’avvio delle due più importanti manifestazioni professionali legate al mondo dell’alimentazione tenutesi in Italia. TUTTOFOOD dal 6 al 9 Maggio (biennale) e MAPIC FOOD dal 8 al 9 Maggio (annuale).


L’Islam è la seconda religione al mondo con oltre 1,8 miliardi di osservanti, sparsi per 50 paesi; il Middle East, l’Asia centrale ed il nord Africa al momento sono le aree in cui questa religione è quella predominante. Parliamo di persone ma le contiamo come consumatori.

All’interno di questo bacino, ad esempio, l’Arabia Saudita non produce abbastanza risorse alimentari per soddisfare il proprio consumo interno e questo ne fa il principale importatore in Medio Oriente; malgrado questa dipendenza da forniture straniere l’Italia non riesce ancora ad a giocare un ruolo significativo all’interno della filiera saudita. Difatti uno studio della SACE prevede un tasso di crescita medio annuo delle vendite italiane nella regione compreso tra il 2 e il 4% al 2020. Poca cosa rispetto alle potenzialità ed alle richieste espresse da quei mercati.
Nel periodo tra il 2007 e il 2017, il valore delle esportazioni agroalimentari italiane in tutto il mondo è passato da 22 a 41 miliardi di euro. Eppure, nonostante abbiamo il numero più alto di prodotti di qualità DOP/IGP/STG (818 prodotti tra Wine & Food nel 2017) il nostro export Made in Italy si colloca solo in quinta posizione in Europa, dietro ad Olanda, Germania, Francia e Spagna. L’Olanda, che con solo 34 prodotti a denominazione, è al primo posto con un fatturato di export agroalimentare pari a più del doppio di quello italiano.
Dati questi importanti ma poco percepiti dal sistema italiano, di cui tutti facciamo parte, promotore di una superbia inscalfibile che ci vede promotori autodidatti della qualità ed unicità delle nostre offerte ristorative, imprenditoriali, sistemiche in virtù di un glorioso passato che, quantomeno a livello distributivo, sono svanite con la nascita della globalizzazione. A cavallo tra il XX e XXI secolo.

La scelta di organizzare il TUTTOFOOD, cui il MAPIC FOOD si è correttamente aggregato cercando di sfruttarne l’effetto calamita e costruire positive sinergie per il futuro, proprio in coincidenza del Ramadan e soprattutto dei primi giorni dello stesso, sembra quindi quantomeno bizzarra ed illogica. Non si tratta solo di saper cogliere le opportunità ma anche di dimostrare lungimiranza (qualora non la si voglia mettere sul piano del rispetto) verso la seconda più vasta comunità religiosa al mondo).
A solo un anno dall’inizio della EXPO2020, che si svolgerà a Dubai dal 20 ottobre 2020 al 10 Aprile 2021, il cui tema è Connecting Minds, Creating the Future (collegare le menti, creare il futuro) ecco che da noi le menti sembrano restare assai poco connesse, quantomeno al futuro.
Pochi sembrano essersi accorti o curati dell’assenza tra i padiglioni, agli eventi legati al cibo, ai food & wine tasting, ai tour enogastronomici degli operatori professionali e buyer appartenenti e rappresentanti di questa importante fetta del Mercato globale.

Da anni il food retail italiano rivolge le proprie ambizioni ad un efficace posizionamento nei mercati del middle-east, trovando in essi una sponda esigente ed attenta ma limitare l’analisi, di quello che a mio parere è stato un #EpicFail dell’organizzazione italiana, alla sola area mediorientale è poco corretto, considerato l’insieme dei valori numerici rappresentati dalla comunità islamica a livello globale.
Si obietterà che “i numeri parlano di un aumento dei visitatori, anche arabi” ma da TUTTOFOOD fanno filtrare che i primi 10 Paesi esteri di provenienza dell’edizione appena conclusasi sono stati, in ordine, USA, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Cina, Canada, Benelux, Giappone e Federazione Russa.
E già questa è una prima conferma che qualcosa non ha funzionato. Al termine del Mapic Food, l’evento spin-off del MAPIC dedicato alla promozione dei format della ristorazione commerciale, si fatica a ricordare di avere incrociato operatori arabi, ricordando comunque che l’appartenenza alla religione musulmana non è prerogativa esclusiva della popolazione mediorientale e quindi non è, quella visiva, la formula statistica più efficace.
E se anche un aumento reale in termini di visite da parte di operatori professionali vi fosse stato, possiamo immaginare quanto quest’incremento sarebbe stato significativo in un periodo non sottoposto a vincoli di ordine religioso ?

Andrà meglio tra due anni, nel 2021 quando il TUTTOFOOD si terrà a partire dal 17 Maggio, sei giorni dopo la conclusione del Ramadan.

Ce la possiamo fare. Prima o poi .

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