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Il fallimento di Sears negli USA opportunità per ripensare i Centri Commerciali

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Sears, Roebuck and Company, familiarmente nota come Sears, è una catena americana di grandi magazzini fondata da Richard Warren Sears e Alvah Curtis Roebuck nel 1892, con sede nell’Illinois (USA).
Iniziò come società di vendita per corrispondenza tramite catalogo e successivamente, nel 1925, iniziò lo sviluppo di punti di vendita fisici partendo dal primo punto vendita di Evansville, nell’Indiana. Nel 2005 la società è stata acquistata dalla catena americana Big Chain Kmart, che ha formato la Sears Holdings al termine della fusione.

Nell’anno 1989 Sears era leader per fatturato negli Stati Uniti, fino all’ottobre 1989 quando Walmart l’ha superata. Nel 2017 Sears è stato il 23esimo retailer negli Stati Uniti ma dopo diversi anni di vendite in calo, la società ha presentato istanza di fallimento al Chapter 11, il 15 ottobre 2018.

La recente ondata di chiusure di negozi di grandi catene retail come Sears, Toys R Us, JC Penney e Bon-Ton sta costringendo i landlord ad esercizi di maggior creatività per sostituire quegli spazi con nuove destinazioni. A questo fanno riferimento alcuni operatori immobiliari quando citano il caso della Simon Property Group, il più grande proprietario di Mall in Nord America, che ha recentemente annunciato lo sviluppo di un prodotto mixed-use ad Atlanta, integrandolo allo storico Phipps Plaza; si tratta di una nuova costruzione che prevede la presenza di un elegante Nobu Hotel e del Nobu Atlanta Restaurant (apertura prevista 6 Gennaio 2020), integrando quindi il mall con una offerta gastronomica unica e curata; una destinazione di vita e intrattenimento di qualità e di forte impatto emozionale!

Phipps Plaza è un centro commerciale con una gla di 250.000 mq situato nel quartiere Buckhead di Atlanta. Di proprietà di Simon Property Group, il centro commerciale si trova all’incrocio tra Peachtree Road (Georgia SR 141) e Lenox Road ed è adiacente al centro commerciale gemello Lenox Square.
Il centro commerciale prende il nome dal suo sviluppatore originale, Ogden Phipps.

Phipps è noto per il suo arredamento interno, composto da pareti in mogano, pavimenti in marmo, ascensori in vetro, lampadari a bracci e un’imponente scalinata con moquette

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Sears sta pianificando di chiudere più di 140 punti vendita prima di fine anno, compresi quelli ancora operativi come con il brand Kmarts. Ma è possibile che la catena debba liquidare tutti i circa 700 negozi esistenti se non riuscisse a mettere insieme abbastanza aiuti finanziari per il prosieguo delle attività . Ciò potrebbe infliggere un colpo ancora più grande all’industria immobiliare americana, richiedendo ai proprietari di centri commerciali e parchi commerciali di accantonare più capitale possibile per sostituire il marchio in bancarotta.

“Il centro commerciale del futuro non ha bisogno di cinque, sei … grandi magazzini”, ha detto David Simon, Ceo di Simon Property Group,  durante una conference call sugli utili. “La capacità di reclamare quegli spazi ci permette di ripensare le nostre proprietà e penso che avremo la possibilità di farlo su vasta scala “.

Forse l’industria si è fatta trascinare dal piacere di avere tutte queste grandi scatole di grandi magazzini, mentre ora possiamo riposizionarci, spostati in un modello più piccolo e più appropriato … Credo che il centro diventerà più sano“, ha spiegato.
Mentre i grandi magazzini obsoleti stanno diventando bui, Simon ha anche detto che i piccoli negozi specializzati all’interno dei centri commerciali REIT (fondi di investimento immobiliari) sono fiorenti e le loro vendite sono in aumento.

Fenomeno che in Italia si inizia ad analizzare da qualche tempo e che speriamo possa trovare applicazione,  aldilà dei meri esercizi mentali condivisi, alle inaugurazioni di Westfield (Segrate), Auchan (Cinisello Balsamo) e Cascina Merlata nell’area Expo. Nell’era della multi-canalità retail, dei centri urbani sempre meno sicuri e confortevoli, gli sviluppatori e gestori di centri commerciali non possono ignorare le necessità della propria clientela, che non è il tenant ma l’utente finale. 
Quello che fino a qualche anno fa era identificato come ”consumatore” e che oggi e ancor di più domani sarà un utente degli spazi comuni, della food court e che nel piccolo negozio di una galleria commerciale cercherà un approccio consulenziale da parte del personale di servizio, che completi la customer experience create dal prodotto in vendita e dalla location .

A conclusione vi invito alla lettura di un post precedente di qualche tempo fa, a perfetto complemento del presente 
http://madev.it/2018/09/03/il-negozio-fisico-non-muore-si-trasforma-la-lezione-usa/

Il retail come lavoro, oggi, nato da una passione che arriva da lontano. Una drogheria della vecchia Milano, dagli alti scaffali in legno ed una coppia di anziani gestori che di ogni cliente conoscevano il nome, il cognome e da quanti giorni non li visitavano.
Un bambino che passava ore come ospite tra i profumi di cioccolato in blocchi immersi in imponenti barattoli di vetro e le confezioni in esposizione di talco Roberts.
Una campanella in ottone ed un avviso sonoro ad ogni ingresso che ricordavano di una opportunità da cogliere ed una pedana retrobanco in legno da calpestare.
In fondo nulla si estingue, cambiano solo i materiali …

Oggi mi occupo di consulenza agli operatori retail e Real Estate Commerciale che vogliono sviluppare la propria rete in Italia e sui mercati esteri, con la puntigliosità da chi ha maturato una esperienza importante in ambito industriale; dove la programmazione è il fulcro su cui basare la crescita di un progetto e l’attenzione ai dettagli non è un accessorio da banco.

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