sabato, novembre 17
Home>>Retail>>Il Quadrilatero della Moda si scopre vivo.
NIKE STORE MILANO
Retail

Il Quadrilatero della Moda si scopre vivo.

NIKE STORE MILANO
 

A Milano il via all’ondata di aperture l’ha dato l’Apple Store, che ha ridisegnato piazza Liberty. Qui, all’angolo con via Agnello, ha debuttato il più grande negozio italiano di Nike: 1.350 metri quadrati. Sempre sul corso più noto di Milano, il flagship Zara, di 3.500 metri quadrati, ha riaperto con un’immagine giocata tra offline e online.

Sephora si ripresenta dopo un totale make-up e, all’angolo con galleria Passarella Twinset ha inaugurato il suo monobrand. Nei dintorni ha riaperto anche Luisa Spagnoli e qui arriverà Victoria’s Secret, in partnership con Percassi.

La società di Antonio Percassi è artefice del primo Starbucks in Italia: ben 2.330 metri quadrati, in piazza Cordusio. Di fronte, fervono i lavori per lo sbarco di Uniqlo. Tornando nei pressi di piazza San Babila, in via Bagutta, prosegue il remake del Garage Traversi, che dovrebbe diventare un hub del lusso.

In via Montenapoleone, Balenciaga sta preparando il suo flagship. Poco distante, in via Manzoni, Philosophy di Lorenzo Serafini ha avviato un pop-up store da Tearose. 
All’angolo con via Sant’Andrea, Prada accessori donna si è allargato su 2 livelli. Mentre al civico 4, il multi-brand Gio Moretti, di circa 2 mila metri quadrati, sfoggia una forte immagine.

Poco più avanti Antonelli, in corso Venezia 12, festeggerà la nuova boutique il 21. New look anche per il multibrand Imarika in viale Piave, angolo via Morelli.

Infine, il quartiere di Brera: Save the duck ha scelto via Solferino 12 per il primo store al mondo. Mentre in corso Garibaldi 72, il negozio Piombo presenta il progetto creativo frutto dello sposalizio tra il designer e Ovs, di cui è diventato anche direttore creativo . E, al civico 127 dello stesso corso, si trova il nuovo Atelier Vm.

Il retail come lavoro, oggi, nato da una passione che arriva da lontano. Una drogheria della vecchia Milano, dagli alti scaffali in legno ed una coppia di anziani gestori che di ogni cliente conoscevano il nome, il cognome e da quanti giorni non li visitavano.
Un bambino che passava ore come ospite tra i profumi di cioccolato in blocchi immersi in imponenti barattoli di vetro e le confezioni in esposizione di talco Roberts.
Una campanella in ottone ed un avviso sonoro ad ogni ingresso che ricordavano di una opportunità da cogliere ed una pedana retrobanco in legno da calpestare.
In fondo nulla si estingue, cambiano solo i materiali …

Oggi mi occupo di consulenza agli operatori retail e Real Estate Commerciale che vogliono sviluppare la propria rete in Italia e sui mercati esteri, con la puntigliosità da chi ha maturato una esperienza importante in ambito industriale; dove la programmazione è il fulcro su cui basare la crescita di un progetto e l’attenzione ai dettagli non è un accessorio da banco.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: