sabato, novembre 17
Home>>Retail>>Food Retail>>Il caffè di Starbucks entra in riserva

La catena americana che ha visto dal 1997 al 2006 aprire più di 26,000 punti vendita in giro per il Mondo ha forse un problema di identità ? Se lo chiedono in molti analisti e non solo; in fondo qual’è il motivo per cui un caffè di Starbucks , che costa negli US 3 U$ più di uno omologo di McDonald’s  abbia cosi successo se non un fatto esperienziale ? Ciò però sta trovando molti limiti nella capillarità stessa di Starbucks, con fenomeni di cannibalizzazione interni alla stessa rete,  ed ecco che allora è nato e si sta diffondendo ad un ritmo di 1000 aperture all’anno nel solo Mercato Americano, Starbucks Reserve che si propone di portare il cliente a vivere una esperienza ancora più intensa nella degustazione del caffè grazie a diversi metodi di preparazione e di somministrazione di quella che, negli USA , è a tutti gli effetti una bibita.
Nello sviluppo di queste nuove realtà sono previste e realizzate delle vere e proprie torrefazioni interne ai negozi.

Insegneranno anche agli italiani come si fa il caffè? In fondo, come disse un americano tempo fa, hanno già inventato la pizza….

 

Il retail come lavoro, oggi, nato da una passione che arriva da lontano. Una drogheria della vecchia Milano, dagli alti scaffali in legno ed una coppia di anziani gestori che di ogni cliente conoscevano il nome, il cognome e da quanti giorni non li visitavano.
Un bambino che passava ore come ospite tra i profumi di cioccolato in blocchi immersi in imponenti barattoli di vetro e le confezioni in esposizione di talco Roberts.
Una campanella in ottone ed un avviso sonoro ad ogni ingresso che ricordavano di una opportunità da cogliere ed una pedana retrobanco in legno da calpestare.
In fondo nulla si estingue, cambiano solo i materiali …

Oggi mi occupo di consulenza agli operatori retail e Real Estate Commerciale che vogliono sviluppare la propria rete in Italia e sui mercati esteri, con la puntigliosità da chi ha maturato una esperienza importante in ambito industriale; dove la programmazione è il fulcro su cui basare la crescita di un progetto e l’attenzione ai dettagli non è un accessorio da banco.

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